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Popoli romaní
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I mwdgpopoli romaní sono un insieme di mwdwpopolazioni accomunate dall'uso (presente o passato) della mwealingua romaní. Originariamente mweqfuoricasta dell'mwegIndia settentrionale,cite-ref-1[1] i popoli romaní si stabilirono in mwfwEuropa nel corso del mwgaMedioevo e si sono diffusi in tempi più recenti anche in altri continenti (mwgqAmerica). Le popolazioni romaní sono in massima parte stanziali e hanno generalmente le mwggcittadinanze degli stati di rispettiva residenza. Tra i principali mwgwgruppi romaní in Italia vi sono i mwharom e i mwhqsinti. La disciplina che si occupa di studiare la storia, lingua e cultura dei popoli romaní (da non confondersi con i mwhgromeni) è la mwhwromanologia.

Nell'uso corrente, in mwiqitaliano, si fa riferimento ai popoli romaní con termini quali "mwigzingari" (o "mwiwzingani" o "mwjazigani") e "mwjqgitani". Tali termini tuttavia sono percepiti da gran parte delle persone romaní come dispregiativi e offensivi,cite-ref-piemonte-2-0[2] oltre che essere, in generale, negativamente connotati.cite-ref-3[3]

Contents

Storia
Lingua
Note

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Terminologia

mwmwmwnaRom sta ad indicare un determinato popolo romaní, ed è il termine con il quale molti non-romaní oggi usano indicare (in maniera inesatta) tutti i gruppi romaní. I documenti del mwnqConsiglio d'Europa e dell'mwngUnione europea utilizzano il termine plurale mwnwRoma come termine generico per indicare tutti i popoli romaní nel loro insieme.

Spesso, per indicare i popoli romaní, vengono usati anche altri termini: ad esempio, in mwoqitaliano "zingari" (o "zingani" o "zigani") e "gitani"; in mwoginglese mwowgypsies e mwpatravellers ("viandanti"); in mwpqfrancese mwpggens du voyage ("viaggiatori"), mwpwtsiganes, mwqagitans e mwqqmanouches; in mwqgspagnolo e in mwqwcatalano mwragitanos; in mwrqtedesco mwrgZigeuner; in mwrwungherese mwsacigány; in mwsqpolacco mwsgcyganie, ecc. Tali termini, usati per indicare le popolazioni romaní da parte di chi non ne fa parte (mwswesonimi), sono percepiti da gran parte delle persone romaní come dispregiativi e offensivi,cite-ref-piemonte-2-1[2] oltre che negativamente connotati nella gran parte delle lingue. Il termine “zingari” è un eteronimo derivato probabilmente dal nome dell’antica setta eretica degli mwuaathìnganoi (“intoccabili”), originario del Cinquecento dopo Cristo e con cui, nel XII secolo, vennero chiamate le popolazioni provenienti dall’Asia Minore giunte nell’Impero Bizantino.cite-ref-4[4]

Secondo diversi studiosi, il termine corretto da utilizzare sarebbe quello proprio dell'etnia o, più in generale, la locuzione mwvgpopolazione romaní, sostituendo quindi i termini zingaro/zingari, laddove usati come aggettivi, con i corrispondenti aggettivi mwvwromanó/mwwaromaní.cite-ref-piemonte-2-2[2]cite-ref-spinelli-5-0[5] In mwyqItalia, tuttavia, in documenti di emanazione ministeriale come ad esempio gli studi del mwygMinistero dell'Interno,cite-ref-6[6] si continua a utilizzare il termine "zingari" per indicare l'insieme delle etnie e l'aggettivo "mwzwromaní" viene utilizzato solo in relazione alla lingua propria dei mwaarom e mwaqsinti.

Sulla parola mwawzingaro, mwbazingano o mwbqzigano esistono diverse ipotesi etimologiche. La parola è chiaramente imparentata con il mwbgfrancese mwbwtsigane, il mwcaportoghese mwcqcigano, il mwcgrumeno mwcwțigan, l'mwdaungherese mwdqcigány e il mwdgtedesco mwdwZigeuner. Fino all'inizio del XX secolo molti studiosi collegavano "zingaro" ad mweaAthingan, una popolazione mista mweqsira, mwegetiope e mwewnubiana, che si sarebbe stabilita in mwfaTracia in seguito alle vittorie dell'imperatore mwfqCostantino V, e che sarebbe stata poi dispersa dalle invasioni mwfgturche (è l'opinione fra gli altri di mwfwOttorino Pianigiani, autore del Dizionario etimologico italiano del 1907).cite-ref-7[7] Attualmente, gli studiosi fanno risalire la parola dal mwhagreco medievale (Α)τσίγγανοι mwhq(A)tsínganoi (greco moderno Τσιγγάνοι, mwhgTsingáni), tribù dell'mwhwAnatolia.cite-ref-8[8]cite-ref-9[9] Non è escluso che l'etimo originario sia mwkaindo-ario, mwkqatzigan.cite-ref-dei-10-0[10] La stessa parola greca Ατσίγγανος viene collegata da alcuni studiosicite-ref-11[11] ad Αθίγγανοι mwmgmwmwAthínganoi, "intoccabili", nome di gruppi eretici stanziati nelle regioni mwnaanatoliche di mwnqFrigia e mwngLicaonia, che imponevano di non toccare le persone considerate impure. Il significato "intoccabili" però ha fatto pensare anche alla quinta mwnwcasta indiana, i mwoaparia, considerati appunto impuri ed intoccabili. Questo ha indotto molti a immaginare che la connotazione della parola sia sempre stata negativa.

Altri ancora ritengono invece che la connotazione del significato fosse positiva, portando a sostegno di ciò un documento del mwog1387 di mwowNauplia, in mwpaGrecia, dove i mwpqveneziani confermarono i privilegi agli zingari concessi a loro dai mwpgbizantini.cite-ref-12[12] Privilegi che ritroviamo per questi popoli in diversi documenti per un centinaio di anni in diversi luoghi dell'Europa, come quella, per esempio, del mwqw1423:

«Noi

Sigismundo

, per grazia di Dio sempre Augusto

Re dei Romani

,

Re d'Ungheria

, di

Boemia

, di

Dalmazia

, di

Croazia

... Per la quale cosa dovunque il detto Ladislao

Voivoda

e la sua gente giungano nei nostri domini, città e castella, con la presente lettera comandiamo e ordiniamo alle nostre fedeltà che il medesimo L.V. e gli zingari i suoi sudditi, tolto ogni impedimento e difficoltà debbano essere favoriti e protetti e difesi da ogni attacco e offesa. Se poi tra loro stessi sarà sorta qualche zizzania o contesa, allora né voi, né nessun altro di voi, ma lo stesso Ladislao Voivoda, abbia facoltà di giudicare e liberare.»

(da Jean-Paul Clébert, Les Tziganes)

Intorno al mwrwXVI secolo il termine avrebbe assunto la connotazione – negativa – che troviamo ancora oggi.

La parola mwsqgitano, come l'mwsginglese mwswgypsy e il francese mwtagitan deriva dallo mwtqspagnolo mwtggitano a sua volta derivato dal mwtwlatino *mwuaaegypt(i)anus, "egiziano" (aggettivo derivato da mwuqAegyptus, "mwugEgitto"). Questo appellativo è sicuramente collegato alla leggenda di una provenienza dei Romaní dall'Antico Egitto: secondo il mito, i Romaní sarebbero discendenti da Ismaele, figlio che Abramo ebbe dalla sua schiava Agar

Piero Colacicchicite-ref-13[13] sostiene che "mwwgnomade", riferito ai Rom, è un termine mwwwottocentesco, usato non tanto per indicare lo mwxastile di vita di questi, quanto piuttosto con intento mwxqdiscriminatorio verso coloro ritenuti "uomini inferiori" poiché "pigri, vagabondi, caratterialmente instabili", in contrapposizione all'uomo eletto, amante della mwxgpatria, posato e seguace della mwxwmorale. Il termine è peraltro in contraddizione con le effettive condizioni sociali della popolazione romaní, che, almeno in Italia, è in gran prevalenza mwyastanziale.

Storia

Originari dell'mw0qIndia settentrionale,cite-ref-isabelmendizabal-14-0[14]cite-ref-comas-15-0[15]cite-ref-16[16]cite-ref-books-google-ca-17-0[17]cite-ref-referencea-18-0[18] presumibilmente delle regioni del mw5gRajasthancite-ref-books-google-ca-17-1[17]cite-ref-referencea-18-1[18] e del mw7wPunjab,cite-ref-books-google-ca-17-2[17] che, agli inizi dell'mw9aXI secolo, furono costretti ad abbandonare. Il principale argomento di tale tesi, comunque variamente circostanziata, è la loro lingua, di derivazione mw9qindoaria, le loro caratteristiche somatiche e le documentazioni storiografiche della loro antica presenza in tali territori.

Seguendo le tracce linguistiche gli studiosi affermano che, nella propria fuga dal mw9wsubcontinente indiano, la prima tappa della migrazione delle popolazioni romaní sia nell'mw-aArmenia storica, ove si stanziarono abbastanza a lungo da acquisire dalla mw-qlingua armena molti vocaboli, tra cui "mw-gvurdón" (carro). Dall'mw-wArmenia si spostarono poi verso l'mw-aImpero Bizantino, dove furono spesso confusi con la setta eretica degli mw-qathinganoi ("intoccabili"), praticanti della mw-gchiromanzia, da cui deriva secondo una teoria etimologica anche il nome mw-wzingaro.

Si stima che la popolazione romaní arrivò in Europa prevalentemente tra il mwaqeXIV e il mwaqiXV secolo.cite-ref-piemonte-2-3[2] Tuttavia le prime testimonianze storiche della presenza della popolazione romaní risalgono al XV secolo e sono costituite principalmente da racconti di viaggiatori e pellegrini in Terra Santa.

Nei secoli successivi la presenza si consolida in tutto il mondo. Rom, Sinti, Kalé e Romanichals arriveranno ai nostri giorni superando persecuzioni di ogni genere: ordini di espulsione da diverse comunità, come dalla regione tedesca di mwaqoMeißen nel 1416, mwaqsLucerna nel 1471, mwaqwMilano nel 1493, mwaq0Francia nel 1504, mwaq4Aragona nel 1512, mwaq8Svezia nel 1525, mwaraInghilterra nel 1530 (con la mwareEgyptians Act del 1530, abolita con la mwariRepeal of Obsolete Statutes Act del 1856) e mwarmDanimarca nel 1536; arresti di massa in mwarqSpagna nel mwaruXVIII secolo; la mwaryschiavitù in Romania (abolita solamente dopo il mwarc1850), l'espulsione forzata nel XVII secolo in Italia con l'accusa di essere portatori di malattie, i mwargcampi di concentramento nazisti e i sentimenti mwarkxenofobi sviluppatisi nell'epoca attuale.

Il regime mwarsnazista attuò il mwarwgenocidio della popolazione romaní, uccidendo mwar0250 000 "zingari" nei mwar4campi di sterminio. Altri mwar8250 000 morirono appena catturati oppure durante il trasferimento verso i mwasalager.cite-ref-19[19] I rom ricordano questa tragedia con il termine romaní mwasumwasyPorajmos ("devastazione"), analogo a quello con cui si ricorda il più noto sterminio nazista del mwascpopolo ebraico, la mwasgmwaskShoah ("sterminio") . Dal 2015, il 2 agosto è nell'Unione europea la mwasogiornata internazionale per il ricordo del genocidio delle popolazioni romaní.cite-ref-20[20]

Descrizione e demografia

La popolazione romaní è suddivisa nei seguenti gruppi:

• mwatsRom (principalmente presenti in mwatwEuropa centro e mwat0sud-orientale).
• mwat8Sinti (presenti in mwauaGermania, mwaueAustria, mwauiFrancia, mwaumPaesi Bassi, mwauqDanimarca ed mwauuItalia), i mwauyManouches in mwaucFranciacite-ref-21[21]
• mwau0Kalé (presenti principalmente in mwau4Spagna ed in mwau8Portogallo)
• mwaveRomanichals (principalmente presenti nel mwaviRegno Unito)
• mwavqRomanisæl (principalmente presenti in mwavuSvezia ed in mwavyNorvegia)

Ciascuno di questi gruppi contiene al proprio interno ulteriori suddivisioni (sottogruppi).

Popolazioni non-romaní a volte genericamente accomunate a queste:

• Gens de Voyage (mwavwFrancia, mwav0Belgio e mwav4Paesi Bassi)
• mwawaJenisch (mwaweGermania, mwawiSvizzera, mwawmAustria, mwawqPaesi Bassi, mwawuFrancia, mwawyBelgio, mwawcSpagna e mwawgItalia)
• mwawoCamminanti (mwawsItalia)
• mwaw0Pavee (mwaw4Irlanda, mwaw8Gran Bretagna, mwaxaUSA, mwaxeCanada, mwaxiAustralia e mwaxmNuova Zelanda)
• Tattaren (mwaxypenisola scandinava)

Secondo le stime del mwaxgConsiglio d'Europacite-ref-coe-int-22-0[22] in Europa vivono circa 10-12 milioni di romaní. La mwax0Romania ha il numero più elevato di mwax4rom, con 2.500.000 persone (il 12% della popolazione), a seguire ci sono: mwax8Ungheria 870.000 persone (il 9% della popolazione), mwayaBulgaria 750.000 persone (il 10,3% della popolazione), mwayeSpagna 650.000 persone (l'1,61% della popolazione), mwayiSerbia 600.000 persone (l'8,23% della popolazione), mwaymFrancia (lo 0,79% della popolazione) e mwayqTurchia (lo 0,72% della popolazione) hanno ognuna una popolazione di 500.000 persone, mwayuSlovacchia 490.000 persone (il 9% della popolazione), mwayyRepubblica Ceca 264.000 persone (il 2,4% della popolazione), mwaycMoldavia 250.000 persone (il 7,05% della popolazione), mwaygGrecia 200.000 persone (l'1,82% della popolazione), mwaykRussia 182.766 persone (lo 0,13% della popolazione), mwayoItalia 170.000 persone (lo 0,25% della popolazione), mwaysAlbania 140.000 persone (il 5,06% della popolazione), mwaywRegno Unito 90.00 persone (lo 0,15% della popolazione), mway0Germania 70.000 persone (lo 0,09% della popolazione), mway4Bosnia ed Erzegovina 58.000 persone (l'1,54% della popolazione), mway8Macedonia del Nord 53.879 persone (il 2,85% della popolazione) e mwazaPortogallo 50.000 persone (lo 0,3% della popolazione). Nei restanti paesi al di fuori dell'Europa le presenze maggiori si riscontrano in mwazeBrasile (lo 0,4% della popolazione) e mwaziStati Uniti (lo 0,32% della popolazione) che hanno ognuna 800.000 persone e mwazmMessico 53.000 persone (lo 0,05% della popolazione).

Lingua

La lingua delle popolazioni romaní, al giorno d'oggi parlata unicamente dai Rom e dai Sinti, è il mwazgromaní, un mwazkidioma indoeuropeo facente parte del gruppo delle mwazolingue indoarie.

Religione

Le popolazioni romaní normalmente adottano la mwaz0religione praticata dalle popolazioni fra cui vivono.cite-ref-23[23] Sono prevalentemente cristiani protestanti in Scandinavia, ortodossi in Europa orientale, cattolici in Europa occidentale e meridionale. I rom dei Balcani (Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Kosovo) sono tra i pochi ad essere di prevalente fede musulmana. Alle loro origini in India i popoli romaní erano prevalentemente seguaci della dea madre mwaaiinduistica pre-indoeuropea (non mwaamvedica, non mwaaqbrahmanica), mwaauKāli Mā (la "Madre Nera"); spostandosi in Europa e adottando il cristianesimo, il culto di Kali è stato trasmutato nel culto della santa mwaaySara la Nera (non riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa Cattolica) ancora presente a mwaacSaintes-Maries-de-la-Mer, in mwaagCamarga, mwaakFrancia.

Essi quasi sempre rielaborano queste religioni inserendo i concetti mitici della loro mwaascultura.cite-ref-piemonte-2-4[2] I Rom ed i Sinti hanno la visione mwabamitica di un mondo diviso tra forze oscure e contrarie, mwabebenefiche o mwabimalefiche, in perpetua lotta. Le due forze sono mwabmDio e il mwabqdiavolo. Dio creatore, principio del bene e il diavolo, principio del male, sono ambedue potenti e in lotta tra loro. Il Dio creatore (mwabuDel o mwabymwabcDevél) è assistito da forze spirituali soprannaturali benigne; dall'altra parte vi sono creature maligne che agiscono nella sfera dominata dal diavolo (mwabgBeng). Inoltre essi credono ai mwabksanti ed agli mwabospiriti dei defunti (mwabsmulé).cite-ref-piemonte-2-5[2]

Struttura sociale e tradizioni

Sebbene non esista uno schema generale della mwacostruttura sociale valido per tutte le etnie, si può affermare che fra i romaní non esistano le mwacsclassi sociali come si intendono comunemente. Le uniche distinzioni all'interno delle mwacwcomunità sono quella tra i sessi (maschi - femmine) e quella basata sull'età (giovane - anziano).cite-ref-piasere-24-0[24]

Inoltre in primo luogo il romaní conta la mwadifamiglia, e precisamente mwadmmarito, mwadqmoglie e figli. Al di là del nucleo famigliare vi è la famiglia estesa, che comprende i parenti, con i quali vengono sovente mantenuti i rapporti di convivenza nello stesso gruppo, comunanza di interessi e di affari. Poi esiste la mwadukumpánia, cioè l'insieme di più famiglie estese non necessariamente unite da legami di parentela, ma tutte appartenenti allo stesso gruppo ed anche allo stesso sottogruppo o a sottogruppi affini.cite-ref-25[25]

Secondo Leonardo Piasere, "gli zingari hanno sempre avuto una netta divisione tra maschio e femmina, ma più come divisione dei compiti, che di potere effettivo, anche se per l'esterno l'uomo rappresenta il capofamiglia. La vita zingara non è scandita da un ritmo temporale. Per loro il primo posto nella scala dei valori è la famiglia. ...Nella famiglia... che è sempre spinta all'autonomia, il prestigio viene conquistato dal capofamiglia per quello che realmente fa e non tanto perché riesce ad imporre la propria volontà ad altre persone".cite-ref-piasere-24-1[24]

La nascita e la morte sono considerati eventi impuri. Nella popolazione romaní l'mwaeaospedale, il mwaeemedico, il mwaeiprete ricordano la mwaemmorte e pertanto i contatti con loro devono essere ridotti al minimo. La donna mwaeqmestruata e la mwaeupuerpera sono fonte di impurità e non possono fare vita pubblica o lavare i propri panni insieme a quelli degli altri.cite-ref-26[26] Nei rom "vlaχ" (originari della mwaeoValacchia), presso i quali il concetto di impurità è più radicato, durante la mwaesgravidanza e per quaranta giorni successivi al parto alla neo-mamma non è consentito di svolgere alcuna attività (ad esempio cucinare). Al termine del periodo di purificazione, i vestiti indossati, il letto, i piatti, i bicchieri e gli altri oggetti adoperati dalla puerpera sono distrutti o bruciati.cite-ref-piemonte-2-6[2]

Il mwafeculto dei morti è molto sentito ed è diffusa la convinzione che il morto, se non debitamente onorato, possa riapparire in forma di animale o di uomo per vendicarsi.cite-ref-piasere-24-2[24]

Il mwafcmatrimonio, che di solito matura in giovane età, è regolato da usanze che sono diverse da etnia a etnia. Così nei Sinti il matrimonio avviene mwafgper fuga (i due giovani si rifugiano per alcuni giorni presso parenti), invece nei Rom avviene per "acquisto": quando c'è l'accordo dei due giovani e delle rispettive famiglie, la famiglia dello sposo corrisponde una somma di denaro alla famiglia della sposa a titolo di risarcimento.cite-ref-piemonte-2-7[2] Il matrimonio può aversi anche tra persone di diversa etnia o tra un/una romaní e una/un "mwaf0gağé" (cioè estraneo alla popolazione romaní).cite-ref-piemonte-2-8[2]

Note

cite-note-11. mwaggmwagkGuido Ceronetti, mwagomwagsIl rom non esiste, torniamo a chiamarli zingari (mwagwmwag0PDF), in mwag4mwag8la Repubblica, 28 novembre 2014. Cit. p. 1: "Quando investirono l'Europa, con armi, carri, cavalli e voivodi, il tipo zingaro era di pelle nerissima, per la non più contestabile loro origine indiana dai fuori casta."
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Voci correlate

• mway4Antiziganismo
• mwazgOlocausto
• mwazoOpera nomadi
• mwazwPorajmos
• mwaz4Rom (popolo)
• mwa0aSinti
• mwa0iJenisch

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Collegamenti esterni

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